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Il promontorio di San Marco, ove sorge Tharros, è l'estrema propaggine della penisola del Sinis. Del periodo nuragico restano i ruderi di circa 100 nuraghi sparsi per la penisola; solo sul promontorio sono stati localizzati quattro insediamenti abitativi nuragici, i quali furono abbandonati molto prima dell'arrivo dei fenici. I fenici fondarono la città nell'VIII secolo a.C., ma del periodo arcaico è rimasto poco, se si esclude una parte della necropoli e alcuni edifici riutilizzati dai punici, i quali si sostituirono ai fenici nel VI secolo a.C., ingrandendo e fortificando la città.
Al periodo punico risalgono diversi templi, (tre dei quali sono ancora visibili), quartieri abitativi, edifici pubblici, due necropoli, e il tophet, un cimitero di bambini nati morti o defunti in età neonatale, oppure luogo del sacrificio di olocausto.
Con la dominazione romana la città accrebbe di importanza sino al IV secolo d.C, periodo di massimo sviluppo; poi iniziò il declino, la città comunque rimase abitata sino all'alto medioevo, infine venne totalmente abbandonata intorno all'anno 1000 a causa delle incursioni dei pirati. Nel 1070 il Giudice di Arborea dichiarò ufficialmente città morta.
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