LO STAGNO DI CABRAS

Lo stagno principale, quello di Cabras con i suoi 2.200 ettari di superficie che lambisce il paese omonimo, è l’elemento che più di ogni altro si identifica con tutte le manifestazioni di vita, di economia e di cultura del paese stesso. Esso costituisce il 20% di tutto il territorio comunale.
Ha una profondità media di circa un metro e mezzo, superando solo in qualche punto i due metri.
Si suddivide in due bacini, quello maggiore, a monte, e quello minore, a valle. I principali affluenti che portano acqua dolce sono il Rio Mar’e Foghe, a nord, e Rio Tanui, nel bacino minore.
Da quest’ultimo partono i 4 canali che mettono in contatto lo stagno con il Golfo di Oristano, passando attraverso la zona dov’è posizionata la storica peschiera Mar’e Pontis. Le acque dello stagno posso, in caso di piogge o apporti eccessivi, riversarsi nel golfo di Oristano attraverso un ampio canale scolmatore costruito negli anni ‘80.
Il paesaggio vegetale che caratterizza lo stagni di Cabras è dominato da specie erbacee, che si distribuiscono seguendo il gradiente di salinità delle acquee.
Le associazioni più comuni, dove l’acqua è meno salata per lunghi periodi, sono costituite dal Fragmiteto, più comunemente conosciuto canneto, in cui domina la conna di palude (Phragmites australis), dal Tifeto formato in prevalenza dalla Typha angustifolia e Typa latifolia.
Nella parte terminale dei corsi d’acqua, decisamente dolci, che sfociano nello stagno si possono trovare le associazioni Potamogeto, con il potamogeto (Potamogeton pectinatus), e le lenticchie d’acqua (Lemna minor e Lemna gibba) e Idrocotileto.
Sono inoltre presenti lo Scirpeto, con la specie scirpo marittimo (Bolboschoenus maritimus), utilizzato storicamente per la costruzione delle coperture delle capanne, lo Spartineto, il Limonieto e il giuncheto.
Come detto in precedenza, la presenza di una ricca vegetazione e di una notevole componente avifaunistica ha determinato il riconoscimento dello Stagno di Cabras, della laguna di Mistras e delle paludi satellite come zona umida di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar). La zona infatti è frequentata da molte specie di uccelli, sia come sito di svernamento e sia come area di riproduzione, trovando riparo per i propri nidi tra la fitta vegetazione.
Così è possibile vedere esemplari di germano reale, il raro fistione turco, il tarabusino; muoversi tra i canneti il pollo sultano e la gallinella d’acqua. E ancora, il falco di palude (Circus aeruginosus), le folaghe (Fulica atra) e i tuffetti (Tachybaptus ruficollis), mestoloni (Anas clypeata), alzavole (Anas crecca) e codoni comuni (Anas acuta), morette tabaccate (Moretta fuligula), le volpoche (Tadorna tadorna) e il cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis).
A seconda del gradiente di salinità, anche la fauna ittica che si può trovare nello stagno, varia. Nelle acque più dolci della parte settentrionale troviamo la carpa comune (Cyprinus carpio), la gambusia (Gambusia affinis) e la tinca (Tinca tinca), tutti introdotti dalle proprie aree di origine, così come è avvenuto con il pesce gatto (Ameiurus melas).
Nelle acque più salate e di particolare interesse commerciale per la pesca loca, troviamo i mugilidi presenti con diverse specie: il cefalo comune (Mugil cephalus), cefalo calamita (Liza ramada), il muggine bosega (Chelon labrosus), il cefalo dorato (Liza aurata) e il muggine musino (Liza saliens). Troviamo inoltre le spigole (Dicentrarchus labrax), l’anguilla (Anguilla anguilla), l’orata (Sparus auratus) e altre specie.
Come detto in precedenza lo stagno di Cabras ricopre ancora un ruolo fondamentale nella vita quotidiana della zona. Una tradizionale attività di pesca oltre che fonte di sostentamento è diventata ormai un’indiscutibile risorsa culturale, bene identitario di una comunità che ha vissuto e vive nelle rive dello Stagno.



Vista aerea dello stagno di Cabras con le paludi satelliti di Pauli 'e Sali. A margine dello stagno si scorge il centro abitato di Cabras


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